esperienze di aggregazione
“COLLABORARE PER ………..
PRESENTAZIONE DI ALCUNE ESPERIENZE DI AGGREGAZIONE TRA IMPRESE”
Intervento di Aldo Sacchet (Presidente Comunità Meccanica di Produzione)
Un saluto innanzitutto ai colleghi presenti, ai componenti il direttivo provinciale che hanno contribuito all’organizzazione di questa iniziativa, ai relatori che ringrazio per la loro disponibilità.
Il tema della collaborazione tra le imprese è da tempo al centro dell’attività della nostra Associazione, in particolare delle categorie e della Meccanica di Produzione che rappresento.
Ricordo l’iniziativa del portale Trevisoimprese ma soprattutto il convegno e gli incontri di approfondimento, organizzati alcuni mesi fa, per avviare una riflessione su come gestire l’impresa a fronte dei cambiamenti del mercato. L’obiettivo di quegli incontri è stato la sensibilizzazione delle nostre imprese sull’evoluzione in atto nel sistema economico produttivo del Nord Est e della provincia di Treviso in particolare.
Quel percorso ha cercato di rendere consapevoli i partecipanti sull’opportunità di “unire le forze” tra colleghi per promuovere e gestire insieme iniziative mirate alla crescita dimensionale, necessarie per attivare progetti di sviluppo commerciale e di collaborazione produttiva.
Dopo quegli incontri sono partiti i due progetti che presentiamo questa sera con l’aiuto del dott. Moreno Trevigne, consulente aziendale, che ci ha seguito in tutto questo percorso e che ringraziamo in modo particolare.
Sono due iniziative molto diverse tra di loro: una ricerca di mercato su due nuovi prodotti nati dalla collaborazione tra alcune imprese meccaniche e un piano per creare una nuova società commerciale tra alcune imprese dell’occhialeria, ma proprio perché diverse ci interessava presentarle per far capire che la collaborazione può seguire vari percorsi.
Da più parti emerge l’esigenza di fare sistema per affrontare le nuove sfide.
Alcune piccole imprese sono già presenti sui mercati internazionali dove i cambiamenti negli ultimi anni sono stati veramente notevoli.
Ma in genere per noi piccole imprese la vera sfida è quella della crescita, per una piccola impresa consolidata, presente magari sul mercato da alcuni anni spesso il principale problema è se decidere o meno di diventare più grande.
E non c’è ombra di dubbio che se si vuole crescere si debba cambiare. Cambiare modo di organizzarsi ma ancora prima cambiare il modo di pensare.
Conoscendo la nostra realtà posso dire che il motto “chi fa per se fa per tre” è come se fosse scritto sull’insegna di qualsiasi officina o laboratorio.
Il desiderio di autonomia è vero è stata la molla che ci ha fatto rischiare e diventare imprenditori ma questo oggi non basta più.
Noi piccoli imprenditori crediamo di avere un’azienda ma spesso si tratta di un’azienda fatta da noi stessi e basta, con il rischio che quando non ci saremo più anche l’azienda cesserà di esistere (salvo eccezioni e la voglia comunque di vivere a lungo e in salute che sono sicuro non manca).
Spesso la nostra azienda non è organizzata, non è strutturata, per cui se vogliamo creare qualcosa che sia solido e duri nel tempo dobbiamo pensare di organizzare l’azienda in modo che sia in grado di funzionare da sola anche quando noi non ci siamo.
Una soluzione che potrebbe rispondere a questa esigenza e che ci permette, nello stesso tempo, di mantenere la nostra autonomia è proprio quella di cercare collaborazioni per creare un’aggregazione tra imprese.
Strategia che dovrebbe incontrare il favore delle piccole imprese e degli imprenditori in quanto permette di “comportarci da grandi” senza diventarlo, con il vantaggio di poter mantenere la nostra specificità, nonostante le difficoltà legate alla scelta dei partner e alla necessità di confrontarci e condividere con altri le scelte aziendali.
Lo sappiamo nella nostra realtà prevale ancora una diffusa cultura individualista che rende gli imprenditori restii a partecipare ad una qualche forma di aggregazione.
Il cambiamento culturale è, quindi, il primo e necessario passo per spingerci a superare i fattori che frenano la nostra capacità di penetrazione nei mercati e la nostra limitata capacità di investimento in risorse umane, tecnologia, marketing e altri servizi innovativi, oggi imprescindibili.
La spinta al cambiamento potrebbe venire da un impegno delle Associazioni di categoria nel pubblicizzare e far conoscere concretamente i casi positivi di aggregazione, come cerchiamo di fare questa sera, ma soprattutto dalla presenza di soggetti che aiutino le imprese a progettare le aggregazioni stesse.
Queste problematiche, in qualche modo prevedibili, potrebbero essere più facilmente governabili attraverso la presenza di un soggetto terzo, diverso dalle imprese che partecipano all’alleanza, che agisca con logiche super partes, orientate esclusivamente al raggiungimento degli scopi dell’organizzazione e a far crescere quel rapporto di fiducia tra le persone indispensabile perché qualsiasi progetto giunga a buon fine.
Non dimentichiamo, per chi come noi frequenta l’Associazione, l’esperienza del dialogo e del confronto, una cosa importantissima perché attraverso il dialogo, lo scambio di esperienze e di informazioni un’azienda può ottenere dei grandi benefici.
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